John David ti invita a condividere la sua gioia.
Verità, libertà ed Amore.
Sat- chit- anand

La parola sat significa verità, cosi satsang significa incontro nella verità.

Chiedo semplicemente alle persone di fermarsi un'attimo e di stare quieti e di rendersi conto che per tanti anni hanno detto "Io". Il punto di riferimento della loro vita è stato "Io", cosi vedono il mondo da questo punto del "Io". Cerco di fargli intravedere che, facendo indagini su questo "Io", non saranno in grado di trovarlo.

Credono che ci sia un "Io" e che siano in relazione con un mondo seperato da esso. Loro genitori e anche la società hanno rafforzato e portato avanti questo credo; infatti tutta la società lo sostiene. Allora io cerco di mostrargli, che questo non è affatto vero, che questo è un credo sbagliato. Io aiuto alla gente ad entrare nella quiete, cosi si crea un certo spazio in quale la loro "storia" non preme più cosi forte. È in questo spazio sta la possibilità di realizzare, esaminando se stessi, che questo credo non corrisponde alla verità. Una volta intravisto questo, per la persona cambia tutto.

Quando l'"Io" è presente non c'è spazio per il SÈ, e così l'"Io" non può sperimentare il SÈ. Però l'"Io" può svanire per un'attimo e cosi rivelare il SÈ. Quando la mente è quiete, l'"Io" può svanire.

È semplicemente presente. Credo che quasi ogni essere umano abbia sperimentato il SÈ. Per esempio caminando in un bosco, c'è il sole e un'uccello ti passa sopra e l'ombra di questo uccello cadde su una roccia e in quel istante tu vedi quest'ombra. In quel istante la mente si ferma e ti rendi conto del calore del sole, del profumo della pineta e l'ombra dell'uccello e di tutto in un'istante. Trovi te stesso del tutto presente, e il SÈ è rivelato. Allora c'è questo incredibile senso di espansione e pace. Questo è il SÈ.

Io mi vedo principalmente come amico. Non c'è realmente differenza tra maestro e studente. C'è soltanto una sottile comprensione che il maestro ha e che allo studente manca.


   


DIALOGO SUL SATSANG

Satsang significa incontro nella verità. Tu stai comunicando la verità, così come l'hai compresa. Ma cos'è la verità? Cosa stai cercando di insegnare alle persone nei tuoi satsangs?

Chiedo semplicemente alle persone di fermarsi un' attimo, di divenire silenziose e di guardare. Mentre guardano gli chiedo di vedere che per tanti anni hanno detto "Io". Il punto di riferimento della loro vita è stato "Io", cosi ognuno di loro vede il mondo da questo punto "Io". Cerco di mostrare loro che, investigando realmente questo "Io", non saranno in grado di trovarlo.

Le persone credono che ci sia un "Io" e che questo Io sia in relazione con un mondo separato da se stesso. I loro genitori e la società hanno rafforzato e portato avanti questo credo. Io cerco di mostrare loro che questo non è affatto vero, che è un solo una credenza errata. Aiuto le persone a divenire silenziose per poter ottenere così un certo spazio nel quale la loro "storia" non sia più così pressante. In questo spazio esiste la possibilità di investigare se stessi, e di vedere che questa credenza non corrisponde alla verità. Una volta visto questo chiaramente, per ognuno di loro cambia tutto.

Uno dei metodi tradizionali di scoprire la verità dell' "Io" e' l'Investigazione del Sé. E' qualcosa di cui parlava Ramana Mahrshi, il maestro di Papaji. Puoi dirci cos'e' l'Investigazione del Sé e come farla passo dopo passo?

Investigazione del Sé vuol dire indagare nella natura del Sé, o se preferisci, indagare sulla tua Vera Natura. Essa consiste nel porti due semplici domande. Qualsiasi cosa tu stia facendo puoi chiedere a te stesso"Chi sta facendo questo?", "Chi sta guidando l'auto?", "Chi sta preparando la cena?", "Chi si sente stanco?", "A chi stanno venendo in mente questi pensieri?" La risposta a queste domande è sempre "Io". Quindi poni a te stesso la seconda domanda "Chi è questo io?". Non ci sono risposte razionali. Ma l'effetto che ha il porti la seconda domanda è quello di ricondurre la tua attenzione dall'esterno all'interno. Dopodiché l'attaccamento che hai alla storia esterna cambia, e più continui a praticare l'Investigazione del Sé, più la tua attenzione resta rivolta all'interno, alla Fonte.

Puoi iniziare sedendoti ad occhi chiusi e portando l'attenzione su questa pratica. Dopo essere diventato maestro dell' investigazione, potrai usarla tutto il giorno, qualsiasi cosa tu stia facendo, per ricondurre la tua attenzione alla Fonte.

Ramana Maharshi stesso ha detto che questo è il modo più diretto di realizzare il Sé. Comunque, ci sono alcuni requisiti fondamentali per l'Investigazione del Sé. La maggior parte delle persone ha la mente talmente indaffarata ed è così identificata con la sua storia che semplicemente non c'è spazio dove l'Investigazione del Sé possa lavorare. C'è bisogno di lavoro e tempo speso nel conoscere la mente e nel renderla silenziosa. E' importante arrivare ad una mente sattvica, quieta e chiara. Questa è la mente disponibile a comprendere la verità.

Se arrivi ad uno stato sattvico, quando poni a te stesso la domanda "Chi sono io", cominci a vedere che questo "Io",l' "Io" che fa le cose, l' "Io" che crede certe cose, e l' "Io" che giudica le cose, non esiste.

Questa domanda è essenzialmente verbale o intellettuale? Oppure è una domanda più profonda, una domanda emozionale?

Non è una domanda né intellettuale né emozionale. Inizialmente può essere intellettuale e attraverso di essa puoi arrivare a vedere la verità che tu non sei la mente, forse inizialmente funziona così. Ma quando cominci a porla in uno stato sattvico, scoprirai che può portarti in un posto pieno di pace che è dentro te stesso.

Anche seguendo una tecnica come Zazen o Vipassana si puo' arrivare alla calma e alla pace. Quello che l'Investigazione del Sé suggerisce è che senza alcuna tecnica tu puoi semplicemente essere quieto. Appena chiudi gli occhi e ti acquieti, diventi consapevole di un sacco di pensieri e sentimenti. Essere quieti significa non identificarsi con questi pensieri e sentimenti, non vederli come se fossi "tu". Dopo qualche tempo inizierai a notare gli intervalli che ci sono tra i pensieri, soltanto piccoli momenti di calma...Focalizzandoti su questi intervalli, i pensieri e le emozioni si allontaneranno e tu diventerai consapevole di un vasto, espanso spazio interiore, senza confini. L'essere quieto ha il potere, facendo assolutamente nulla, di condurti alla tua Vera Natura. Quando rimani a lungo quieto, scopri improvvisamente uno straordinario senso di unità e di amore che è già lì, e che ti travolge. Essere quieti non è una pratica. E' solo un cartello stradale che ti guida alla tua Vera Natura. La tua Vera Natura è sempre lì, presente.

Quando scopri che l'investigazione del Sé ti porta alla pace o al vuoto, non puoi più credere alla mente. Non puoi più credere a quest' "Io" separato, a questa separata identità.

Cosa impedisce alle persone di realizzare il Sé?

Noi perdiamo il contatto con la nostra Vera Natura perché ci preoccupiamo della nostra mente condizionata e di tutti gli eccitanti films che la nostra mente condizionata ci offre. I media, gli amici, la famiglia e tutta la società concorrono tutti insieme a sostenere questo condizionamento e questa mancanza di consapevolezza. Infatti è molto complicato mantenere tutte queste storie, ma la maggior parte delle persone non ha mai neanche considerato il fatto che ci possa essere una qualche alternativa. E per chi di voi lo ha fatto, appena arrivati davvero vicino al Risveglio, avete dovuto affrontare il fatto che tutto ciò che credevate di essere è semplicemente non vero. Appena cominci a vedere e capire questa illusione, cominci anche a vedere che questa è una sorta di morte. Ti assale la paura che se ti lasci andare davvero profondamente, troppe cose cambieranno, e perderai tutto ciò che consideri come te stesso. Questa paura profonda è una parte naturale della mente condizionata.

Un devoto una volta chiese a Papaji: "Io ho qualche piccola esperienza della verità, ma tu Papaji, sembri essere per la maggior parte del tempo nella verità". La risposta di Papaji fu: "Non è così. Quella che tu chiami un'esperienza della verità non è un'esperienza, quello sei tu, e tutto il resto è un'esperienza. Ciò che tu chiami la tua vita è un'esperienza".

Queste parole di Papaji sono molto importanti, perché noi siamo attaccati alle nostre storie personali per tutto il tempo. Papaji diceva "State attaccati al Sé". Bisogna essere vigili.

 

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